Pugno alto a Pechino

Febbraio 12, 2008

Il Governo Britannico ha chiesto a tutti gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino di sottoscrivere un accordo che li impegna a non sollevare mai la questione dei diritti umani in Cina. Nonostante il Regno Unito sia in altre parti del mondo impegnato in una guerra per la democrazia, anziché prendere scomode posizioni contro la più grande dittatura del mondo, si impegna formalmente ad affrontare questa contraddizione con un comodo e disinteressato silenzio.

Tommie Smith, atleta vincitore di una medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1968, salì sul podio scalzo e ascoltò il suo inno nazionale chinando il capo e sollevando un pugno con un guanto nero, per protesta contro le discriminazioni raziali che subivano gli afroamericani negli USA. Dopo quel gesto cadde, sportivamente parlando, in disgrazia. Chissà se quarant’anni dopo qualcuno avrà il suo coraggio.

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